lunedì 29 aprile 2019

Intermezzo trenta - Yashica 2019: ne abbiamo davvero bisogno?



Dopo il disastroso progetto della Digifilm Y35, la "nuova" Yashica rinata dalle ceneri degli anni Ottanta, ha da poco tentato il rilancio del suo storico marchio questa volta in modalità completamente analogica.

Già nel mese di Aprile 2019, Yashica aveva pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Instagram la presentazione di una nuova pellicola negativa denominata "Yashica 400". 
La domanda che tutto il mondo della fotografia si è subito posta è stata: 
«Quindi Yashica ci riprova?»



Evidentemente sì, anche perché le "novità" (anzi, le "promesse") a questo punto sono diventate tante. Ma di che tipo di "promesse" stiamo parlando?
Yashica non solo ha deciso di puntare di nuovo sulla fotografia analogica, ma anche di fare una sorta di "Ritorno al futuro" riproponendo un piccolo plateau di pellicole e di nuove fotocamere (o quasi).


fonte: Instragram

Absolute è il progetto comparso sulla nota piattaforma Kickstarter.
In pratica, Yashica ha avviato una seconda campagna di crowdfunding nella speranza di riuscire a rilasciare, almeno in un primo tempo, una nuova compatta denominata Yashica MF-1.

Da un primo approccio sembra una banale usa-e-getta in stile Kodak, ma leggendo nel dettaglio le sue caratteristiche scopriamo che si tratta di una "simple Snapshot Art Camera". 
E cioè? 
E cioè vale a dire una normalissima fotocamera punta-e-scatta ricaricabile, nulla di veramente entusiasmante. Alcuni hanno addirittura definito la MF-1 un "inutile prendi-polvere": personalmente non posso che essere d'accordo con questa affermazione.
«Yashica, ma che stai combinando?»
Fortunatamente, continuando a indagare meglio sul progetto Absolute, pare che Yashica sia intenzionata a rilasciare in un secondo momento altre due fotocamere, la MF-2 e poi ancora la Y-44.

Partiamo dalla MF-2
La Yashica MF-2 altro non è che la copia esatta dell'omonima fotocamera lanciata nel lontano 1980, agli albori della partnership con Kyocera. 
Di fatto, si tratta di una normalissima telemetro economica a esposizione automatica (l'otturatore ha un tempo fisso di 1/125 di secondo). 
E poi?
E poi basta.
Ah. Wow! 

La Y-44
La Yashica-44 forse è la fotocamera più interessante che l'azienda giapponese ha intenzione di riproporre. 
Visto che recentemente le biottiche sono ritornate improvvisamente alla ribalta (vedi il caso della TL-70 o della Rolleiflex Instant) pare che Yashica non sia rimasta a guardare e ha deciso di accaparrarsi la sua fetta del mercato riproponendo un modello storico.
Come la MF-2 anche questa biottica è la copia esatta del celeberrimo modello inventato nel 1958, ma questa volta una sostanziale differenza la ritroviamo nel caricatore: quello originariamente previsto per le pellicole 127 è stato ora sostituito con uno più pratico per pellicole 135.
Sì, probabilmente si tratta di una scelta saggia visto che le 127 sono oramai dichiarate pressoché estinte dai maggiori produttori di films.

Sulle pellicole
Yashica ha presentato anche due films negativi (C-41), quindi niente diapositive per il momento.
La prima, la Yashica 400, è una normale pellicola a media sensibilità e grana grossa, prodotta in caricatori da 24 pose (niente 36, sic!).
La seconda, la Yashica Golden 80's (Limited Edition), dedicata alle fotografie in stile anni '80, produce foto con colori saturi ed alto contrasto. 
Anche qui non ci sono novità sostanziali, anche perché su Kickstarter Yashica ha ammesso pubblicamente che si tratta di pellicole fatte con emulsioni già esistenti in commercio. 

Conclusioni
Dunque, Yashica ha tentato di correre ai ripari ripercorrendo una strada già ben collaudata, cioè la strada dell'analogico.
Le pellicole sono copie di prodotti preesistenti.
La MF-1, a causa delle indubbie limitazioni, è una fotocamera a dir poco imbarazzante; la MF-2 è un copia-incolla di una minestra ormai fredda e gelata.
La Y-44 promette qualcosa di più interessante, pur tenendo in considerazione che verrà prodotta se e solo se le vendite della MF-1 e della MF-2 decolleranno una volta per tutte.
A questo punto però non posso fare a meno di chiedermi:


«Cara Yashica, ma ne abbiamo davvero bisogno di queste "novità"?»