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lunedì 13 maggio 2019

Intermezzo trentuno - MiNT e la forza dell’umiltà


Fonte: MiNT


Ho già avuto l’occasione di parlare di MiNT qui e qui, e probabilmente se avete voglia di fare una ricerca sul blog troverete anche altri articoli.

Oggi vi svelo con orgoglio un progetto che mi ha lasciato davvero senza parole, non tanto per l’oggetto in sé (che resta comunque un vero capolavoro), ma per l’umiltà con cui è stato creato.




Penso che sia superfluo ricordare che una qualsiasi azienda del mondo crea un prodotto o un servizio al fine di fare dei soldi. 
Detta così può suonare un po’ nuda e cruda, ma di fatto l’intera società occidentale si basa sul libero commercio di beni e servizi per poter trarre il proprio sostentamento.
Chiaramente, il mondo della fotografia non è da meno: le grandi multinazionali del passato e del presente lanciano sul mercato fotocamere create appositamente per soddisfare la domanda e guadagnare la propria quota.

MiNT è una realtà decisamente più piccola, definita dai suoi stessi fondatori come “artigianale”.
Nata nel 2009 con l’intento di ridare vita alle vecchie Polaroid (negli stessi anni faceva timidamente capolino anche IMPOSSIBLE Project, ora divenuto Polaroid Originals™), MiNT nasce dall’esperienza di un piccolo gruppo di appassionati originari di Hong Kong per la fotografia istantanea.


Fonte: MiNT

Dal 2009 ad oggi, MiNT ha contribuito non poco a rilanciare massivamente la fotografia analogica nel mondo: ha creato il primo flash per la SX-70, ha ridato vita a fotocamere dichiarate defunte, ha inventato la prima macchina istantanea a controllo manuale e addirittura la prima biottica al mondo che restituisce foto istantanee. Persino Rolleiflex si è piegata alla bravura degli artigiani di MiNT e ha recentemente rilasciato la sua biottica progettata interamente dall’azienda di Hong Kong.



Fonte: istalker.com

Negli ultimi due anni, lo staff di MiNT non ha mai smesso di sognare, ha continuato a ridare vita alle vecchie Polaroid e a fare ricerca nello sviluppo di nuovi prodotti. 
Dopo l’indiscusso successo della Instantflex TL70, MiNT prova nuovamente a stravolgere i canoni della fotografia analogica tradizionale con l’introduzione della nuova InstantKon RF70, un nome che strizza l'occhio alla mitica Zeiss IKON a soffietto degli anni Trenta o alla più recente Voigtländer Bessa III.



Una Voigtländer Bessa III (2009-2014). Il design è molto simile alla RF70


La RF70 è una fotocamera a soffietto con i controlli completamente manuali (anche se non manca il selettore della modalità automatica), un’ottica di alta qualità e persino un mirino a telemetro per una precisa messa a fuoco. 

Abbiamo la possibilità di impostare fino a 6 diaframmi che vanno da f/5.6, f/6.7, f/8, f/11, f/16, a f/22 e con 15 tempi di posa (AUTO, A+1, A-1, 1/500, 1/250, 1/125, 1/60, 1/30, 1/15, 1/8, 1/4, 1/2, 1, B, R,). La fotocamera è alimentata da batterie AA che garantiscono circa 150 scatti.

Avvalendosi delle mitiche pellicole Fuji Instax Wide, la RF70 garantisce le migliori foto istantanee mai viste in una fotocamera.

Ora il tasto dolente: il costo.
Questo autentico gioiello artigianale sarà venduto al prezzo di 849,00$ spedizione inclusa.


Fonte: MiNT

«Si tratta di una svolta epocale per gli amanti della fotografia analogica perché finalmente si potranno ottenere foto professionali istantanee senza scendere a nessun compromesso».

Ma perché ho introdotto l’articolo parlando di “umiltà”? Per un motivo molto semplice: MiNT ha dichiarato di aver deliberatamente rinunciato a ricorrere a campagne di crowdfunding su Kickstarter per non volere illudere inutilmente gli eventuali sostenitori.

Passando da Yashica, poi Reflex e, ahimé, anche Ferrania, le campagne di crowdfunding si sono spesso rivelate dei completi fallimenti. I motivi sono tanti e non è questa la sede adatta per ricordarli tutti.
Ma con MiNT è diverso. MiNT non ha voluto fare promesse vane, non ha illuso e non ha speculato sul futuro del progetto della RF70. E oggi, finalmente, MiNT si sta preparando al lancio della sua creatura, nata dalla passione e dalla tenacia dei suoi progettisti che sono riusciti nell’impresa con le sole proprie forze.


Fonte: MiNT

Il toccante racconto della InstantKon RF70 e del suo “lancio silenzioso” lo trovate qui, vi basterà inserire la mail e accedere cliccando al link riportato nella vostra casella di posta.





Facciamo un grande "in bocca al lupo" a tutto lo staff di MiNT per la loro stupenda e nuova fotocamera (disponibile a brevissimo!!!)




lunedì 29 aprile 2019

Intermezzo trenta - Yashica 2019: ne abbiamo davvero bisogno?



Dopo il disastroso progetto della Digifilm Y35, la "nuova" Yashica rinata dalle ceneri degli anni Ottanta, ha da poco tentato il rilancio del suo storico marchio questa volta in modalità completamente analogica.

Già nel mese di Aprile 2019, Yashica aveva pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Instagram la presentazione di una nuova pellicola negativa denominata "Yashica 400". 
La domanda che tutto il mondo della fotografia si è subito posta è stata: 
«Quindi Yashica ci riprova?»



Evidentemente sì, anche perché le "novità" (anzi, le "promesse") a questo punto sono diventate tante. Ma di che tipo di "promesse" stiamo parlando?
Yashica non solo ha deciso di puntare di nuovo sulla fotografia analogica, ma anche di fare una sorta di "Ritorno al futuro" riproponendo un piccolo plateau di pellicole e di nuove fotocamere (o quasi).


fonte: Instragram

Absolute è il progetto comparso sulla nota piattaforma Kickstarter.
In pratica, Yashica ha avviato una seconda campagna di crowdfunding nella speranza di riuscire a rilasciare, almeno in un primo tempo, una nuova compatta denominata Yashica MF-1.

Da un primo approccio sembra una banale usa-e-getta in stile Kodak, ma leggendo nel dettaglio le sue caratteristiche scopriamo che si tratta di una "simple Snapshot Art Camera". 
E cioè? 
E cioè vale a dire una normalissima fotocamera punta-e-scatta ricaricabile, nulla di veramente entusiasmante. Alcuni hanno addirittura definito la MF-1 un "inutile prendi-polvere": personalmente non posso che essere d'accordo con questa affermazione.
«Yashica, ma che stai combinando?»
Fortunatamente, continuando a indagare meglio sul progetto Absolute, pare che Yashica sia intenzionata a rilasciare in un secondo momento altre due fotocamere, la MF-2 e poi ancora la Y-44.

Partiamo dalla MF-2
La Yashica MF-2 altro non è che la copia esatta dell'omonima fotocamera lanciata nel lontano 1980, agli albori della partnership con Kyocera. 
Di fatto, si tratta di una normalissima telemetro economica a esposizione automatica (l'otturatore ha un tempo fisso di 1/125 di secondo). 
E poi?
E poi basta.
Ah. Wow! 

La Y-44
La Yashica-44 forse è la fotocamera più interessante che l'azienda giapponese ha intenzione di riproporre. 
Visto che recentemente le biottiche sono ritornate improvvisamente alla ribalta (vedi il caso della TL-70 o della Rolleiflex Instant) pare che Yashica non sia rimasta a guardare e ha deciso di accaparrarsi la sua fetta del mercato riproponendo un modello storico.
Come la MF-2 anche questa biottica è la copia esatta del celeberrimo modello inventato nel 1958, ma questa volta una sostanziale differenza la ritroviamo nel caricatore: quello originariamente previsto per le pellicole 127 è stato ora sostituito con uno più pratico per pellicole 135.
Sì, probabilmente si tratta di una scelta saggia visto che le 127 sono oramai dichiarate pressoché estinte dai maggiori produttori di films.

Sulle pellicole
Yashica ha presentato anche due films negativi (C-41), quindi niente diapositive per il momento.
La prima, la Yashica 400, è una normale pellicola a media sensibilità e grana grossa, prodotta in caricatori da 24 pose (niente 36, sic!).
La seconda, la Yashica Golden 80's (Limited Edition), dedicata alle fotografie in stile anni '80, produce foto con colori saturi ed alto contrasto. 
Anche qui non ci sono novità sostanziali, anche perché su Kickstarter Yashica ha ammesso pubblicamente che si tratta di pellicole fatte con emulsioni già esistenti in commercio. 

Conclusioni
Dunque, Yashica ha tentato di correre ai ripari ripercorrendo una strada già ben collaudata, cioè la strada dell'analogico.
Le pellicole sono copie di prodotti preesistenti.
La MF-1, a causa delle indubbie limitazioni, è una fotocamera a dir poco imbarazzante; la MF-2 è un copia-incolla di una minestra ormai fredda e gelata.
La Y-44 promette qualcosa di più interessante, pur tenendo in considerazione che verrà prodotta se e solo se le vendite della MF-1 e della MF-2 decolleranno una volta per tutte.
A questo punto però non posso fare a meno di chiedermi:


«Cara Yashica, ma ne abbiamo davvero bisogno di queste "novità"?»




giovedì 22 novembre 2018

Intermezzo ventinove - Rolleiflex... in un istante



Per chi tra voi non avesse mai sentito nominare il marchio Rollei, vi basta sapere che ha fatto la Storia con la "S" maiuscola della fotografia del Novecento.
Iperbole a parte, le fotocamere biottiche prodotte da questa azienda di Amburgo tra il 1929 e il 1961 sono considerate le antesignane delle più sofisticate reflex 35mm, che a partire dalla seconda metà degli Cinquanta hanno soppiantato in gran parte questa tipologia (almeno per quanto riguarda le foto di reportage). Se infatti consideriamo tutt'ora le fotocamere TLR molto adatte negli studi fotografici, si trasformano in apparecchi davvero scomodi se impiegati in riprese per così dire "generiche".


La fotografa Vivian Maier con la sua inseparabile Rolleiflex, considerata de facto l'inventrice del "selfie".
Fonte: Vivianmaier.com


James Dean


Grace Kelly di Monaco

Con la progressiva affermazione di pellicole negative sempre più performanti e l'avvento del digitale alla fine degli anni Novanta, le fotocamere biottiche hanno conosciuto un lento e inesorabile declino, a tal punto che la stessa Rollei, un tempo affermatissimo produttore, ha soppresso la produzione nei primi anni Duemila dedicandosi alla produzione di accessori fotografici.
Attualmente (2018) il marchio Rollei è di proprietà della DHW Fototechnik, che produce un unico modello, la Rolleiflex Hy6 (Mod.2), per una fetta ristrettissima del mercato professionale.



La Rolleiflex 2.8FX è stata l'ultima TLR tradizionale prodotta da DHW Fototechnik su licenza Rollei fino al 2015. Costava ben $5.821,00.

Nello stesso anno in cui la Rolleiflex "originale" usciva per sempre di scena, una piccola azienda giapponese, la MINT, presentava una TLR unica nel suo genere: una biottica che produce foto istantanee!


MINT TL70. Fonte: Mint-camera.com 

Ad Aprile Rollei ha lanciato su Kickstarter un'iniziativa di crowdfunding per rimettere in produzione l'iconico modello degli anni Trenta, ma totalmente basato sul progetto originale di MINT del 2015. In soli 22 minuti dal lancio, Rollei è riuscita con successo a racimolare il denaro necessario per dare vita al progetto che ormai è diventato realtà.



Fonte: Kickstarter 


La nuova MINT/Rolleiflex è già disponibile on-line al prezzo di €399,99 sul sito ufficiale.



Fonte: Kickstarter 

 
Fonte: Kickstarter