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giovedì 28 agosto 2014

Lezioni di fotografia #19 - L'obiettivo


L'obiettivo è il cuore di un sistema fotografico e influenza attivamente sulla qualità dell'immagine più di qualunque altra innovazione tecnica. Dal semplice foro stenopeico dei primi rudimentali modelli di camera obscura fino ai più recenti strumenti ottici, i produttori si sono costantemente impegnati per migliorare la qualità e la versatilità degli obiettivi. 



Ma che cos'è un foro stenopeico? Si tratta di un foro estremamente piccolo in grado di far passare i raggi provenienti dal soggetto inquadrato in modo selettivo: si può dire che sia l'antenato del moderno obiettivo. Con un'apertura maggiore del foro, i raggi passerebbero in modo disordinato senza formare l'immagine fotografica. 
Grazie all'ausilio di lenti, l'obiettivo è in grado di formare un immagine nitida con aperture molto maggiori, ottenendo tra l'altro una notevole diminuzione del tempo di posa (la luce viene filtrata e corretta attraverso i vetri ottici).
Togliendo l'obiettivo dalla macchina fotografica non è possibile ottenere un immagine fotografica ma solamente un'esposizione della pellicola alla luce. 
Le fotocamere, a seconda del modello, possono avere un'ottica fissa o intercambiabile, come ad esempio il sistema reflex che analizzeremo in seguito. In questo secondo caso il sistema fotografico risulta sicuramente più versatile e completo. Inoltre, si ricorda che alcuni apparecchi con obiettivo fisso possono essere muniti di ottiche zoom che permettono di ottenere buoni risultati senza dover ricorrere a sistemi con ottiche intercambiabili.  

Il diaframma
I moderni obiettivi sono dotati di un dosatore di luce chiamato diaframma. Collocato circa al centro dello schema ottico, è oggi comunemente impiegato il modello "a iride", formato da un numero di lamelle variabile da cinque ad otto, che ne danno la forma caratteristica da pentagonale a ottagonale. 
I primi sistemi disponevano di una serie di piastrine con fori circolari da applicare manualmente all'obiettivo, regolandone la sua luminosità e quindi l'apertura del diaframma. Il diaframma svolge una duplice funzione:
  • regola l'esposizione della pellicola (insieme all'otturatore)
  • conferisce all'immagine una forte caratterizzazione relativa all'estensione delle zone messe a fuoco. Tale caratteristica è definita profondità di campo.
Il diaframma viene indicato con la lettera f seguita da un valore numerico che ne indica l'apertura (es.: f/11 è un diaframma chiuso, f/5.6 è un diaframma di media apertura, f/1.4 un diaframma aperto, e così via). Dopo aver tenuto in considerazione questo importante aspetto sull'apertura del diaframma possiamo quindi concludere che maggiore sarà il valore del diaframma, minore sarà la sua apertura e, di conseguenza, la luce che passerà entro la nostra lente sarà minore. Gli obiettivi con una grande apertura del diaframma (f/1.4, f/1.2, f/0.95, ecc.) sono più costosi, perché richiedono una progettazione ottica piuttosto complessa. Il vantaggio è presto detto: in condizioni di luce critica riusciremo a fare una foto esposta correttamente solamente utilizzando un obiettivo luminoso oppure utilizzando un tempo di posa piuttosto lungo.
La scelta del diaframma da utilizzare costituisce uno dei momenti più delicati della ripresa fotografica poiché tale scelta influenza sia la profondità di campo sia l'esposizione dell'immagine e va quindi ponderata molto attentamente prima di procedere con lo scatto.








martedì 8 luglio 2014

Lezioni di fotografia #18 - Tempi di esposizione

I tempi di esposizione seguono una regola semplicissima: ogni doppio tempo è considerato un valore base così come la metà di un altro. Nelle macchine fotografiche troveremo perciò i seguenti tempi espressi in secondi: 

Tempi lenti
      ⬆︎
          B («Bulb» o tempo variabile)
      ⎜    1"
      ⎜    1/2"
      ⎜    1/4"
      ⎜    1/8"
      ⎜    1/15"
      ⎜    1/30"
      ⎜    1/60" (tempo minimo consigliato per evitare il micromosso senza treppiede)
      ⎜    1/125"
      ⎜    1/250"
      ⎜    1/150"
      ⎜    1/1000"
      ⎜    1/2000"
      ⎜    1/4000"
      ⎜    1/8000"
      ⬇︎
Tempi veloci

Per ragioni di spazio, nelle fotocamere i suddetti valori vengono riportati senza la frazione per cui 1/125", ad esempio, viene visualizzato solo come 125. Le macchine recenti possono offrire tempi più brevi, oggi fino a 1/8000" ed anche il controllo di tempi lunghi oltre 1". 
Mancando quest'ultima opzione, si può utilizzare la "posa B" (Blub) che consente di mantenere aperto l'otturatore finché resta premuto il pulsante di scatto. In questo caso è consigliato l'uso di un cronometro e diventa indispensabile lo scatto flessibile per evitare di trasmettere vibrazioni con la pressione del dito. È inoltre fortemente consigliato l'impiego di un treppiede, poiché le vibrazioni esercitate dal nostro movimento potrebbero influenzare negativamente il risultato finale dell'immagine. 
I modelli recenti hanno introdotto l'impiego di tempi intermedi, ma generalmente è un'operazione riservata alla modalità di utilizzo in automatico o semi-automatico (priorità di tempi o diaframmi). 

Utilizzo della posa B
La posa B è particolarmente utile al fotografo quando le condizioni di illuminazione risultano critiche, come ad esempio nella fotografia notturna. L'utilizzo del tempo B è impiegato quando si catturano fulmini e lampi, ma anche le stelle, la luna e gli astri in generale; nondimeno risulta efficace per ottenere particolari effetti con la luce come "le strisciate" tanto care al maestro Picasso.



Contax 167mt w/ Carl Zeiss Planar 50 f/1.4
Fujifilm Superia X-Tra 800, Bulb


Yashica FX-3 Super 2000 w/ Yashica ML 50 f/1.9 c
Kodak Ektar 100, Bulb
Contax 167mt w/ Carl Zeiss Planar 50 f/1.4
Fujifilm Superia X-Tra 800, Bulb
Il tempo T
Quando si utilizza il banco ottico, è possibile riscontare un tempo supplementare indicato con la lettera T. Svolge una funzione del tutto simile alla posa B, ma si differenzia per avere il blocco automatico dell'otturatore senza dover tenere premuto in maniera costante il pulsante di scatto. Per disattivare il tempo T sarà quindi sufficiente sbloccare il meccanismo che mantiene aperto l'otturatore.


Obiettivo Rodenstock (otturatore centrale) con tempo T segnato in verde.
fonte: kor-astro.net