Visualizzazione post con etichetta distorsione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta distorsione. Mostra tutti i post

martedì 23 ottobre 2018

Lezioni di fotografia #35 - Obiettivi di corta focale



Appartengono a questa categoria gli obiettivi che hanno lunghezza focale minore dell'ottica standard e vengono comunemente detti "grandangolari", in virtù della loro caratteristica principale che è quella di ottenere ampie inquadrature grazie all'elevato angolo di campo.
Con riferimento al formato 135, si trovano obiettivi grandangolari a partire dalla lunghezza focale 35mm, ma si può arrivare anche al 6mm chiamato "fish-eye" (occhio di pesce), dalle caratteristiche immagini circolari.
Come già anticipato, i grandangolari utilizzati sono del tipo "retrofocus", caratterizzati da un centro ottico avanzato verso la pellicola che, altrimenti, dovrebbe essere posizionata a ridosso dell'ottica rendendo impossibile la costruzione della reflex


Un obiettivo Rokkor 38mm su una Minolta a telemetro degli anni '70


Gli obiettivi grandangolari sono utilizzati per il loro elevato angolo di campo, cui corrisponde una riduzione dell'ingrandimento apparente. In pratica, aumentando l'inquadratura, al fotogramma arriva un'immagine più estesa, che per forza di cose deve essere rimpicciolita. I grandangolari trovano largo impiego tra i fotografi di molti settori, soprattutto quando ci si trova a riprendere spazi ristretti, operando un allontanamento virtuale del punto di ripresa. Se usati con cognizione, sono in grado di offrire notevoli possibilità di manipolazione dello spazio permettendo effetti tridimensionali.



Milano, Galleria Vittorio Emanuele.
Obiettivo: Yashica ML 28mm f/2.8


Pro e contro
Le corte focali, oltre alla scontata possibilità di ampliare l'inquadratura al di là dei limiti concessi dallo spazio (l'impossibilità di indietreggiare), offrono altri vantaggi operativi tra i quali: una grande maneggevolezza (sono piccoli e leggeri) e la possibilità di impiegare tempi di posa più lunghi del normale, poiché il micro-mosso di un'immagine grandangolare è veno avvertibile rispetto a quello di un'immagine prodotta con un tele
Per contro, a causa dell'elevato angolo di campo, sono obiettivi soggetti a distorsioni ed aberrazioni, la cui correzione implica un notevole lavoro ai progettisti e l'impiego di lenti sofisticate.
Per quanto corretto possa essere un grandangolare, il suo utilizzo è da escludere per i primi piani, a meno che non si intenda ottenere un effetto caricaturale. Per contenere le aberrazioni stesse, non si possono avere aperture di diaframma a livello delle ottiche standard.




mercoledì 8 giugno 2016

Lezioni di fotografia #26 - Resa e distorsioni ottiche degli obiettivi



Le caratteristiche da ricercare in una pellicola, potere risolutivo e acutanza, sono le stesse caratteristiche che evidenziano la resa di un obiettivo. Spesso, nella terminologia corrente, alle due parole viene sostituito il termine "nitidezza" e con questo si intende la capacità di cogliere i particolari più minuti del soggetto.
Se, come logico, ad un obiettivo si richiedono le massime prestazioni ottiche, è bene fare molta attenzione al diaframma da utilizzare. La massima qualità d'immagine si ottiene sempre diaframmando a valori intermedi, nel qual caso si possono correggere anche le distorsioni.

Mancanza di distorsioni ottiche
Se si immagina di fotografare un reticolo di linee verticali e orizzontali, la fotografia potrebbe risultare affetta da distorsioni a barilotto o a cuscinetto. Nel caso dei grandangoli è tipica quella a barilotto, che assume caratteristiche spettacolari negli obiettivi "fish-eye". La ditorsione è un elemento tipico degli obiettivi, che il progettista corregge inserendone un tipo nel gruppo di lenti davanti al diaframma e compensandola con una contraria nel gruppo posto dietro il diaframma (lente "positiva" e "negativa").