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lunedì 22 febbraio 2016
Intermezzo quindici - Il 2016 sarà l'anno di FILM Ferrania
Dopo quasi due anni di ritardi e rinvii dovuti ad oggettive difficoltà burocratiche e produttive, la piccola FILM Ferrania di Cairo Montenotte ha annunciato la nuova timeline sullo stato dell'arte dei suoi prodotti. «Il 2016 è l'anno di FILM Ferrania» ha dichiarato il CEO Nicola Baldini in una recente intervista rilasciata sul sito ufficiale.
L'imprenditore toscano ha infatti mostrato ai sostenitori della campagna Kickstarter del 2014 che "nuovi fumi" si levano dalle ciminiere del LRF (Laboratorio Ricerche Fotografiche), segno tangibile che la produzione per i backers è ufficialmente iniziata. Per quanto riguarda la produzione delle pellicole per il mercato di massa bisognerà aspettare ancora qualche mese, quando i macchinari saranno entrati a pieno regime di funzionamento. I primi lotti prevedono «una invertibile colore nelle seguenti sensibilità: 64D, 100D, 200D, 400D, 640T, 800/3200T, successivamente è prevista anche l’introduzione di una pellicola negativa a grana fine nelle sensibilità di 100, 200 e 400 ISO». Al momento non è prevista la produzione di pellicole in bianco e nero.
Di seguito vi segnalo il link con gli ultmi aggiornamenti (finalmente disponibili in Italiano!).
Non ci resta che augurare a Nicola e a tutto lo staff di FILM Ferrania un buon proseguimento.
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venerdì 14 febbraio 2014
Lezioni di fotografia #13 - Latitudine di posa
Il nostro occhio è un organo dalle capacità straordinarie: esso è in grado di distinguere e leggere nella stessa scena le zone fortemente illuminate e le zone in ombra.
Quante volte abbiamo provato a fotografare un tramonto dai colori bellissimi che, una volta stampato, risultava decisamente più spento. La pellicola, infatti, non ha la capacità di estendere contemporaneamente la registrazione alle zone così decisamente illuminate, col risultato di rendere indistinguibili i particolari illuminati o viceversa.
Si dice latitudine di posa, la capacità della pellicola di raggiungere a livelli più meno estesi le zone con differenti illuminazioni.
In altre parole, la latitudine di posa è l'errore tollerato rispetto all'esposizione fatta. Poiché capita spessissimo di dover fotografare soggetti con illuminazioni diversificate, la pellicola va scelta anche in base a questo parametro. Se si conoscono i comportamenti e i limiti delle pellicole è possibile condizionare l'esposizione privilegiando le basse o le alte luminosità.
La tipologia di film con la più elevata latitudine di posa è il negativo.
Le diapositive, invece, hanno una tolleranza molto meno marcata e sono quindi più difficili da adattare all'illuminazione. Infine, la latitudine di posa cresce con l'aumentare della sensibilità della pellicola. Di seguito è riportata una tabella di sintesi sulle principali caratteristiche delle pellicole fotografiche:
PELLICOLE A BASSA SENSIBILITÀ
Grana: piccola / molto piccola
Contrasto: alto
Latitudine di posa: bassa
Nitidezza: buona / ottima
PELLICOLA AD ALTA SENSIBILITÀ
Grana: grossa / molto grossa
Contrasto: basso
Latitudine di posa: alta
Nitidezza: bassa / molto bassa
VELOCITÀ DELLA PELLICOLA (espressa in ISO)
Bassa: 25-64
Media: 100-200
Alta: 400-1000
Altissima: 1600-3200
giovedì 14 novembre 2013
Lezioni di fotografia #8 - La grana
L'emulsione, come abbiamo visto, è uno degli elementi più importanti che costituiscono la pellicola fotografica.
Un'emulsione di elevata sensibilità è ottenuta da cristalli di alogenuro d'argento più grandi.
Quando questo si trasforma in argento metallico, gli alogenuri andranno a comporre un fitto mosaico di particelle che formerà, infine, il fotogramma.
Per chi venisse dal digitale, in soldoni si potrebbe paragonare queste particelle ai pixel del sensore, che concorrono alla formazione del fotogramma digitale.
![]() |
| Nell'immagine è ben visibile la grana della pellicola. |
Tanto maggiore è la dimensione degli alogenuri, tanto più evidente sarà l'effetto sgranato (nel digitale si parlerà di "rumore elettronico"). Si riscontra perciò che tra un pezzetto e l'altro di argento c'è un microscopico spazio vuoto, e questo sarà tanto più grande con il crescere della sensibilità della pellicola.
Quando l'immagine verrà stampata con un forte ingrandimento, apparirà una generale perdita di dettagli.
Con il diminuire della sensibilità, le nostre "tessere" che compongono il mosaico (gli alogenuri) saranno molto più piccoli, con la conseguente acquisizione di dettagli e di un disturbo più limitato nei forti ingrandimenti.
Ad esempio:
- Un negativo con grana fine può derivare da una pellicola da 100 ISO.
- Un negativo con grana grossa può derivare da una pellicola da 800 ISO.
In un negativo sviluppato, la grana è quindi costituita da piccole "macchioline" di argento metallico nero derivato dallo sviluppo della pellicola. Questo sarà visibile unicamente tramite microscopio o con potenti lenti di ingrandimento.
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mercoledì 6 novembre 2013
Lezioni di fotografia #7 - Sensibilità alla luce delle pellicole
La maggiore sensibilità dell'emulsione, favorisce l'impiego di pellicole così dette "rapide", in situazioni di ripresa scarsamente illuminate.
Ma come si misura questa sensibilità delle pellicole?
Nel corso degli anni si sono affermate due tipologie di misurazione: la scala ASA (americana) e la scala DIN (tedesca). Oggi, viene universalmente adottata la misurazione ISO (International Standards Organization) che ha riunito in un unico standard le due precedenti nomenclature.
Attualmente, le piccole in produzione riportano la doppia dicitura ISO/DIN, sia per questioni legate alla tradizione di natura pratica precedente, sia perchè i valori della scala ASA sono perfettamente identici a quelli della scala ISO.
Se ad esempio si acquista una pellicola da 100 ASA (l'equivalente di 21° DIN), viene ora esemplificata in 100/21° ISO.| Una pellicola Agfa che mostra la doppia dicitura ISO/DIN |
| Un altro esempio di pellicola con doppia dicitura ISO/DIN (ILFORD) |
Con il passare degli anni, questa doppia dicitura ISO/DIN sta via via scomparendo a favore della sola scala ISO, poiché risulta comunque quella più utilizzata dai fotografi di tutto il mondo.
| Nelle nuove pellicole Kodak Professional il valore DIN non è più disponibile |
Nella scala, al raddoppiare del valore, corrisponde il raddoppio della sensibilità. Questo significa che, ad esempio, una pellicola da 200 ISO ha bisogno di metà luce rispetto ad una di sensibilità 100.
In termini operativi, la differenza è di uno stop (tempo o diaframma).
Di seguito è riportata la scala dei valori base ISO/DIN - ASA:
25 - 12°
50 - 18°
100 - 21°
200 - 24°
400 - 27°
800 - 30°
1600 - 33°
3200 - 36°
Tra le pellicole con sensibilità intermedia si ricordano quelle da 64 e quelle da 160 ISO.
Se mi trovo a scattare delle fotografie in un pomeriggio d'autunno, dove il cielo è grigio e il sole fatica a vedersi, sarà opportuno scegliere una pellicola da 200 o 400 ISO.
Se invece mi trovo al mare con gli amici in piena estate, è consigliato l'uso di una pellicola meno sensibile, magari pari a 100 ISO.
Una nota sul calcolo della scala DIN:
La scala DIN tedesca è ti tipo logaritmico. In essa quando si raddoppia la sensibilità, il numero aumenta di tre unità.
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