venerdì 30 settembre 2016

Intermezzo diciassette - Leica Sofort: il colosso di Wetzlar apre le porte alla fotografia istantanea

Fonte: Leica Italia

Negli ultimi anni il ritorno della fotografia istantanea ha evidenziato come il mercato fotografico sia in continua evoluzione ma soprattutto pieno di paradossi: in un'epoca in cui il digitale fa da padrone indiscusso sembra incredibile che i più giovani scelgano ancora la fotografia analogica come mezzo di espressione della propria arte.
Dopo lo straordinario successo di Fujifilm con la serie Instax (un interessante articolo lo potere trovare qui) e la continua ricerca e sviluppo delle pellicole Impossible per le vecchie Polaroid, anche il più famoso produttore mondiale di strumenti fotografici ha deciso di approdare nel mondo della fotografia istantanea.
Il grande fermento nel mondo dell'analogico era già stato evidenziato anche dal caso della Instantflex, prodotta dalla giapponese MINT.



Fonte: newatlas.com

Leica, al Photokina 2016 ha introdotto la SOFORT, la prima istantanea disegnata in Germania. Disponibile in 3 colori, bianco, arancio e azzurro, la fotocamera sarà in vendita a partire da Novembre 2016 e oltre ai tradizionali accessori come custodie e tracolle saranno rese disponibili nuove pellicole in bianco e nero (recentemente sviluppate da Fujifilm) per la fotografia creativa. Ricordiamo infatti che Leica SOFORT è stata progettata sulla Instant Mini 90 e ne ricalca le geometrie e le impostazioni d'uso. 
La SOFORT monta un obiettivo 60 mm f/12,7 (l'equivalente di un 34 mm nel formato 35 mm), l’otturatore meccanico supporta tempi da 1/8 a 1/400 secondi, l’autoscatto può essere impostato su 2 o 10 secondi e la batteria ricaricabile ha una capacità pari a 740 mAh, sufficiente per circa 100 scatti in condizioni normali. 

Il prezzo? circa 300€. Per maggiori informazioni vi rimando al sito ufficiale

Fonte: Leica Italia





  

lunedì 11 luglio 2016

Lezioni di fotografia #27 - Potere di copertura, aberrazioni, diaframma e qualità



Noi siamo abituati a vedere fotografie rettangolari, ma un obiettivo ha una costruzione cilindrica e pertanto un'immagine circolare. Ciò che viene registrato dalla pellicola è quindi solo la parte centrale di ciò che viene captato dall'obiettivo, il quale deve essere progettato in modo da fornire un'immagine più grande del formato della pellicola. Infatti, verso i bordi dell'immagine c'è un abbassamento della luminosità ed una qualità inferiore. Di conseguenza, la pellicola (o il sensore digitale) devono collocarsi entro il cerchio di definizione, che corrisponde a quell'area all'interno della quale si ha una sufficiente qualità, che comunque aumenta verso il centro. Alcuni obiettivi, come quelli per il banco ottico, sono progettati per avere un potere di copertura molto superiore al formato della pellicola, in modo da consentire gli spostamenti tipici di questa tipologia di apparecchio.

Aberrazioni

  • Cromatica: è l'incapacità di mettere a fuoco sullo stesso piano colori differenti.
  • Sferica: è l'incapacità di mettere a fuoco sullo stesso punto i raggi visuali più sterni con quelli interni.

Diaframma e qualità
L'utilizzo del diaframma alla massima apertura porta ad una minore qualità dell'immagine (minor nitidezza, caduta di luce ai bordi, mancata correzione delle eventuali aberrazioni), pertanto se ne consiglia l'utilizzo solo come ultima risorsa nei casi di scarsità di luce. La regolazione del diaframma alla massima chiusura, pur comportando una minore nitidezza, è più praticabile perchè costruttivamente si limita la chiusura a valori che non danneggiano l'immagine. Con diaframmi strettissimi, infatti, si andrebbe incontro alla "diffrazione", un fenomeno determinato dalla derivazione subìta dai raggi più prossimi alle lamelle con la conseguente perdita di nitidezza.





mercoledì 8 giugno 2016

Lezioni di fotografia #26 - Resa e distorsioni ottiche degli obiettivi



Le caratteristiche da ricercare in una pellicola, potere risolutivo e acutanza, sono le stesse caratteristiche che evidenziano la resa di un obiettivo. Spesso, nella terminologia corrente, alle due parole viene sostituito il termine "nitidezza" e con questo si intende la capacità di cogliere i particolari più minuti del soggetto.
Se, come logico, ad un obiettivo si richiedono le massime prestazioni ottiche, è bene fare molta attenzione al diaframma da utilizzare. La massima qualità d'immagine si ottiene sempre diaframmando a valori intermedi, nel qual caso si possono correggere anche le distorsioni.

Mancanza di distorsioni ottiche
Se si immagina di fotografare un reticolo di linee verticali e orizzontali, la fotografia potrebbe risultare affetta da distorsioni a barilotto o a cuscinetto. Nel caso dei grandangoli è tipica quella a barilotto, che assume caratteristiche spettacolari negli obiettivi "fish-eye". La ditorsione è un elemento tipico degli obiettivi, che il progettista corregge inserendone un tipo nel gruppo di lenti davanti al diaframma e compensandola con una contraria nel gruppo posto dietro il diaframma (lente "positiva" e "negativa").




mercoledì 13 aprile 2016

Intermezzo sedici - Meta35 e la promessa di una "fotografia ibrida"

fonte: www.theregister.co.uk
 
Avete mai immaginato di poter trasformare le informazioni di uno scatto su pellicola in informazioni digitali? Come si sarebbe comportata la mia Nikon F100 se avesse avuto la possibilità di registrare i metadati? Personalmente mi è capitato un sacco di volte di scattare con la mia fotocamera preferita (rigorosamente caricata con un film Kodak) e sentire l'esigenza di tutti quei parametri che soltanto negli ultimi anni il digitale ha potuto fornire all'utente attraverso i software digitali. Questi dati sono utili al fotografo ad esempio in fase di post-produzione, oppure semplicemente per capire se sono stati commessi eventuali errori durante le riprese.
Non è proprio la stessa cosa dei visionari dorsi digitali di cui il web è pieno (di fake), ma questo interessante approccio ad una nuova concezione di fotografia ibrida ("digilogica"?) può rappresentare il primo passo concreto per l'evoluzione del mercato analogico. L'idea di creare una nuova fotografia/cinematografia "ibrida" pare che stia suscitando in questi mesi l'interesse anche da parte di grandi aziende del settore, come il recente esperimento di Kodak di creare una cinepresa Super8 in grado di registare sia su pellicola sia su schede di memoria digitali.

La nuova cinepresa Super8 presentata da Kodak permette di registrare filmati analogici e digitali simultaneamente. Fonte: www.metv.com

Con Meta35 è possibile ricavare dati EXIF e IPTC sincronizzando direttamente il corpo macchina con le fotografie già scannerizzate sul computer. Forse si tratta di un metodo un po' macchinoso ma di fatto rappresenta l'unico tentativo di conciliare due mondi che, per il momento, continuano ad essere molto distanti. 
Ma il vero limite di questo interessante sistema risiede nella limitata compatibilità del dispositivo Meta35 con i vari corpi macchina: il gadget funziona solo con Canon 1V, Nikon N90, N90s, F100, F5, F6, Minolta Maxxum 7 e 9. Se siete fortunati possessori di una di queste macchine o siete semplicemente incuriositi dal progetto potete trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale.




lunedì 22 febbraio 2016

Intermezzo quindici - Il 2016 sarà l'anno di FILM Ferrania


Dopo quasi due anni di ritardi e rinvii dovuti ad oggettive difficoltà burocratiche e produttive, la piccola FILM Ferrania di Cairo Montenotte ha annunciato la nuova timeline sullo stato dell'arte dei suoi prodotti. «Il 2016 è l'anno di FILM Ferrania» ha dichiarato il CEO Nicola Baldini in una recente intervista rilasciata sul sito ufficiale.
L'imprenditore toscano ha infatti mostrato ai sostenitori della campagna Kickstarter del 2014 che "nuovi fumi" si levano dalle ciminiere del LRF (Laboratorio Ricerche Fotografiche), segno tangibile che la produzione per i backers è ufficialmente iniziata. Per quanto riguarda la produzione delle pellicole per il mercato di massa bisognerà aspettare ancora qualche mese, quando i macchinari saranno entrati a pieno regime di funzionamento. I primi lotti prevedono «una invertibile colore nelle seguenti sensibilità: 64D, 100D, 200D, 400D, 640T, 800/3200T, successivamente è prevista anche l’introduzione di una pellicola negativa a grana fine nelle sensibilità di 100, 200 e 400 ISO». Al momento non è prevista la produzione di pellicole in bianco e nero.
Di seguito vi segnalo il link con gli ultmi aggiornamenti (finalmente disponibili in Italiano!).
Non ci resta che augurare a Nicola e a tutto lo staff di FILM Ferrania un buon proseguimento. 

#FilmIsAlive 
#Ferrania




giovedì 7 gennaio 2016

Lezioni di fotografia #25 - Caratteristiche generali degli obiettivi



Prima di utilizzare un obiettivo, le "camere obscure" erano semplicemente munite di un foto stenopeico di diametro estremamente ridotto, capace di fornire immagini sufficientemente dettagliate ma molto morbide e poco nitide.
L'impiego di un obiettivo, oltre ad aumentare la nitidezza generale consentì la diminuzione dei tempi di posa, poiché l'apertura dell'obiettivo può essere maggiore di quella del foto stenopeico (stenos in greco significa "stretto". Analogalmente all'occhio, il foro stenopeico e l'obiettivo, per una semplice legge ottica, danno origine ad un'immagine capovolta, sia in senso verticale che orizzontale.
Mentre nell'uomo è il cervello che raddrizza l'immagine, nei sistemi fotografici possono esserci degli specchi in grado di formare un'immagine reale per l'inquadratura; al contrario, quella impressa sulla pellicola rimane capovolta e viene raddrizzata in fase di stampa. Se visualizziamo la fotografia come una serie di elementi concentrati, l'obiettivo costituisce l'anello principale. Se è vero che ci possiamo costruire una rudimentale macchina fotografica con una piccola scatola da scarpe munita di foto stenopeico, è anche vero che il miglior corpo macchina fornirà immagini deludenti se non viene abbinato ad un'ottica di qualità. Gli innumerevoli elementi presenti in un'inquadratura, per venire registrati su una pellicola grande pochi centimetri quadrati, hanno bisogno di un dispositivo in grado di proiettare l'immagine nitidamente e senza distorsioni: l'obiettivo. Ad un obiettivo vengono richieste tutta una serie di prerogative in grado di conferire all'immagine due grandi categorie di requisiti: la qualità nella resa dei particolari e la mancanza delle distorsioni ottiche.



martedì 20 ottobre 2015

Intermezzo quattordici - Cosina termina la produzione delle fotocamere Voigtländer (1999-2015)

Una triste notizia ha recentemente scosso il delicato mondo della fotografia analogica.
Cosina, il colosso nipponico che da più di dieci anni detiene lo storico marchio tedesco Voigtländer ha deciso di terminare la produzione delle fotocamere Bessa. Le fotocamere Bessa, in produzione fin dal 1999, rappresentavano l'unica alternativa esistente ai costosissimi sistemi proposti da Leica.
Dopo aver visto l'agonia e la caduta della mitica Zeiss Ikon, ultimo baluardo contro la rivale tedesca per autonomasia, anche Voigtländer è uscita dal mercato delle telemetro analogiche.
Attualmente (Ottobre 2015), i soli produttori rimasti di fotocamere analogiche, ad eccezione di qualche azienda di dimensione artigianale, sono:
  • Leica Camera AG, attualmente l'unico produttore di fotocamere a telemetro 35mm;
  • Lomography Society International, che propone in catalogo fotocamere istantanee, 35mm e medio formato di qualità sostanzialmente economica;
  • MINT e Impossible Project, rivenditori di fotocamere rigenerate Polaroid;
  • Nikon, che per il solo mercato americano propone ancora in catalogo la Nikon FM10 e la Nikon F6;
  • Fujifilm, la quale continua ad innovare con la sua linea di fotocamere istantanee "Instax".
L'ultima occasione per accapparrarsi una fotocamera Voigtländer Bessa della serie R (35mm o medio formato) è questa. Vi rimando quindi al sito di Metroimport, rivenditore italiano ufficiale delle fotocamere Cosina-Voigtländer prima che terminino le scorte nei magazzini.


Fonte: simonmeisinger.at




martedì 13 ottobre 2015

Intermezzo tredici - Mint TL70 InstantFlex

In questo post precedente abbiamo parlato in maniera approfondita delle Twin Lens Reflex (TLR), ovvero le fotocamere con specchio e visione reflex antesegnane delle più moderne Reflex monoculari (Single Lens Reflex). 
Come abbiamo già ricordato il mercato delle biottiche è assai ristretto e ad eccezione di Lomography che propone in catalogo la Lubitel 166+ i produttori di queste fantastiche macchine si contano davvero sulla punta delle dita. Non per questo le novità in questa nicchia di mercato mancano all'appello.
La MINT Camera di Hong Kong ha recentemente introdotto la InstantFlex, la prima biottica istantanea al mondo, cioè una TLR capace di restituire all'utente una foto Polaroid grazie alle ottime pellicole Fujifilm Instax. Ecco il video di presentazione della InstantFlex (è un po' lungo, ma vi assicuro che è davvero piacevole guardarlo!)


Per ogni informazione o curiosità sulla TL70 vi rimando direttamente al sito del produttore: chissà che non vi venga voglia di acquistarne una!




Fonte: mint-camera.com








domenica 12 luglio 2015

Intermezzo dodici - Buone vacanze

La Sardina Domino, Rollei Crossbird 200 


Buone vacanze da Polvere d'Argento.



lunedì 18 maggio 2015

Lezioni di fotografia #24 - La Reflex biottica (TLR)


Prima dell'introduzione del modello 35mm, ancora troppo complesso da realizzare a causa delle parti in movimento, venne prodotto un modello reflex formato 6x6 (120), caratterizzato dalla presenza di due obiettivi sovrapposti: uno superiore utilizzato per inquadrare e uno inferiore per registrare l'immagine. Il vantaggio offerto da questo tipo di apparecchi rispetto a quelli non-reflex, consiste nel poter inquadrare e quindi vedere l'immagine non attraverso un mirino separato, ma utilizzando un obiettivo del tutto simile a quello con cui effettivamente si fotografa. In pratica una relfex biottica (o Twin-Lens Reflex, se preferite) è come una doppia macchina con funzioni distinte e lo specchio fisso. Il fatto di non dover muovere lo specchio in sincronia con l'otturatore gioca sicuramente a favore della semplicità costruttiva, tuttavia fa incorrere nell'errore di parallasse, essendo gli assi dei due obiettivi ad una distanza di circa 3 cm.
Di estrema silenziosità grazie all'otturatore centrale, la biottica se reperita nei centro dell'usato può costituire ancor oggi un valido approccio al formato 6x6. Poiché questi apparecchi sono privi di esposimetro bisogna considerare la spesa aggiunta di un'unità esterna alla macchina. Tra le relfex biottiche più conosciute ricordiamo la tedesca Rolleiflex (1928-2015) o la russa Lubitel, recentemente rinnovata con il nome di 166+ grazie all'azienda austriaca Lomography.

Inquadratura
In concreto si fotografa qualcosa che sta leggermente più in basso di ciò che si inquadra, con tutte le problematiche simili a quelle già incontrate con gli apparecchi a telemetro (errore di parallasse). Se si usa il cavalletto dopo l'inquadratura è buona regola sollevare la fotocamera di una misura pari a quella tra i centri dei due obiettivi. 
Una particolarità della reflex biottica è data dal modo di impugnare l'apparecchio. Mancando il pentaprisma adottato nei modello 35mm, la visione avviene dall'alto e di conseguenza la macchina va tenuta ad altezza busto.

 
Lubitel 166B (1980)


L'immagine che si forma sul vetro smerigliato appare diritta in senso verticale, ma invertita orizzontalmente. Questo significa che ciò che che sta alla sinistra del fotografo nell'inquadratura sembra a destra, con un impiccio iniziale che verrà presto superato dopo un po' di esercizio e pratica.

La messa a fuoco
Il controllo della messa a fuoco avviene grazie all'osservazione dell'immagine su vetro smerigliato protetto da un pozzetto con funziona paraluce. Analogalmente ad un ingranditore da camera oscura, la corretta messa a fuoco si ottiene trovando la giusta distanza tra l'obiettivo e la pellicola.

Pro e contro
La relfex biottica fu la macchina utilizzata bel reportage, quando le macchine 35mm dell'epoca non venivano considerate sufficientemente professionali. Alla luce delle notevoli migliorie in campo ottico e chimico del piccolo formato il giudizio da riformulato, tenendo anche in considerazione il fatto che la biottica è oggi reperibile solo su alcuni mercati di nicchia. I punti a favore riscontrabili tutt'ora sono:
  • La qualità dell'immagine grazie alle ottiche e all'uso del medio formato;
  • La sinconizzazione flash esterna a tutti i tempi di posa grazie all'adozione dell'otturatore centrale;
  • L'estrema silenziosità;
I punti a sfavore di questi apparecchi sono:
  • La scomodità dell'impugnatura;
  • L'errore di parallasse;
  • La mancanza di un esposimetro interno*
La reflex biottica oggi
Ad eccezione della già citata Lubitel 166+ il mercato odierno delle biottiche è limitato al solo materiale usato. Tuttavia le novità, seppur sporadiche, non mancano nemmeno in questo settore: l'azienda cinese MINT ha appena presentato (Aprile 2015) una nuova TLR istantanea, cioè in grado di restituire fotografie appena scattate esattamente come se fosse una Polaroid. Al momento non sono ancora uscire recensioni approfondite (la biottica sarà in vendita tra qualche mese) ma vi terrò aggiornati su questo interessante progetto appena ci saranno novità sostanziali.
Per approfondimenti sulla InstantFlex (questo è il nome scelto da MINT per la sua fotocamera) vi rimando direttamente al sito ufficiale.


* In alcune rare eccezioni si può riscontrare un esposimetro al selenio.